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Roberto Calasso: esercizi di eternità

“Una vita non mi basta, vorrei vivere una seconda vita”.

Spesso si sentono frasi di questo tipo da parte di qualche persona molto avanti nell'età, che rimpiange i tempi andati e non vede più futuro. Vorrebbe prolungare la propria giovinezza in eterno.

Quando senti che il tempo incalza e ti sfugge significa che stai vivendo in modo non consapevole, troppo preso dal movimento.

Tutto ciò che è movimento dà l’illusione di amplificare la vita.

In realtà la diminuisce.

Cambiare continuamente il setting estetico della vita è una grande illusione.

Il movimento che non conosce sosta non fa che accorciare il tempo che si vive perché non si ha tempo di vivere in profondità, nell'essenza della nostra anima.

L’eternità la si trova nel distacco.

Il silenzio, l'esercizio della filosofia e della meditazione, lo stare con l’infinita poesia di se stessi risveglia la magia di far fiorire la propria missione nel mondo.

Solo nell'allenamento spirituale ci si sente sazi della vita e gli spazi si dilatano.

Si ha la sensazione di aver goduto di tutta la nostra meravigliosa esistenza su questa terra e di non aver sprecato nemmeno un istante.

Come ci ricorda Roberto Calasso, nel bellissimo libro “Le nozze di Cadmo e Armonia” quando ci descrive la dea Artemide, la dea della caccia nella mitologia greca, dea del "distacco" insieme ad Apollo e Atena :

Con Artemide si entra nella parte più metafisica del mito. Artemide la pura è anche la più feroce. A differenza del suo gemello Apollo, Artemide non enuncia sentenze. Né risultano suoi interventi ai concili degli dei, anche se assiste a episodi cruciali come nel caso del ratto di Core. La sua partecipazione alla vita della città era nulla, ma le città non mancavano di erigere templi per lei. Il santuario di Artemide dominava Patrai dal suo punto più alto. La statua della dea, in oro e avorio, proveniva da Calidone e ogni anno, in primavera, si celebrava una festa per la dea".

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